lunedì 24 settembre 2012
giovedì 13 settembre 2012
mercoledì 5 settembre 2012
Lettera del Presidente Vendola circa le prospezioni
“Gentili Onorevoli,
mi rivolgo a voi a nome di tutti i pugliesi, per esprimervi un desiderio che è comune a tutte le forze politiche e a tutti i cittadini della mia regione: noi non vogliamo che il nostro mare venga oltraggiato dalla presenza opaca e inquinante di interessi legati alle lobbies del petrolio, noi non vogliamo né oggi le prospezioni geofisiche sui fondali adriatici né domani le trivelle con il loro impatto devastante. Le Isole Tremiti sono una gemma del nostro Mediterraneo, il mare è la nostra principale ricchezza, la biodiversità è il nostro petrolio intelligente e pulito, il turismo e la pesca sono tra le nostre più importanti vocazioni. Chiedo a voi, per la responsabilità che vi compete, di assecondare una iniziativa parlamentare che inibisca e fermi la catena delle autorizzazioni alla ricerca di un greggio che noi non desideriamo e che consideriamo una minaccia. Siamo la regione che contribuisce in maniera più cospicua al sostentamento energetico dell’intero sistema Paese, siamo diventati i primi produttori nazionali di energia da fonte rinnovabili: e quindi la Puglia non è la regione dei “no” ideologici e preconcetti. Ma il petrolio proprio no, è una tentazione volgare di chi pensa che la natura sia solo una immensa discarica o una miniera da cui estrarre ricchezza con svagata irresponsabilità. Occorre che questo nostro desiderio, in cui si riconosce l’intera società pugliese, e che è scientificamente ed economicamente fondato e argomentato, possa varcare la soglia della massima assemblea legislativa. Noi non siamo affetti dalla sindrome del “non nel mio giardino”: vorremmo semplicemente trasferire alle future generazioni l’azzurro e il verde del nostro mare, la straordinaria ricchezza dei nostri eco-sistemi, l’incanto di un’isola che oggi è un’oasi di pace e ci chiede solo rispetto e amore”.
mi rivolgo a voi a nome di tutti i pugliesi, per esprimervi un desiderio che è comune a tutte le forze politiche e a tutti i cittadini della mia regione: noi non vogliamo che il nostro mare venga oltraggiato dalla presenza opaca e inquinante di interessi legati alle lobbies del petrolio, noi non vogliamo né oggi le prospezioni geofisiche sui fondali adriatici né domani le trivelle con il loro impatto devastante. Le Isole Tremiti sono una gemma del nostro Mediterraneo, il mare è la nostra principale ricchezza, la biodiversità è il nostro petrolio intelligente e pulito, il turismo e la pesca sono tra le nostre più importanti vocazioni. Chiedo a voi, per la responsabilità che vi compete, di assecondare una iniziativa parlamentare che inibisca e fermi la catena delle autorizzazioni alla ricerca di un greggio che noi non desideriamo e che consideriamo una minaccia. Siamo la regione che contribuisce in maniera più cospicua al sostentamento energetico dell’intero sistema Paese, siamo diventati i primi produttori nazionali di energia da fonte rinnovabili: e quindi la Puglia non è la regione dei “no” ideologici e preconcetti. Ma il petrolio proprio no, è una tentazione volgare di chi pensa che la natura sia solo una immensa discarica o una miniera da cui estrarre ricchezza con svagata irresponsabilità. Occorre che questo nostro desiderio, in cui si riconosce l’intera società pugliese, e che è scientificamente ed economicamente fondato e argomentato, possa varcare la soglia della massima assemblea legislativa. Noi non siamo affetti dalla sindrome del “non nel mio giardino”: vorremmo semplicemente trasferire alle future generazioni l’azzurro e il verde del nostro mare, la straordinaria ricchezza dei nostri eco-sistemi, l’incanto di un’isola che oggi è un’oasi di pace e ci chiede solo rispetto e amore”.
Nichi Vendola
domenica 26 agosto 2012
sabato 4 agosto 2012
EROGAZIONE DI ACQUA MICROFILTRATA
Mi sembra di avere capito che funziona così:
- la ditta Botany srl fornisce acqua microfiltrata;
- i carpignanesi pagano un abbonamento annuo di 10 euro + 3 di deposito cauzionale + 6/10 centesimi il litro;
- Botany srl incassa questi soldi;
- i costi dell'investimento sono a carico di Botany srl (e ci mancherebbe altro!)
- il Comune concede gratis l'area dove si svolge l'attività;
- il Comune fornisce la corrente elettrica e la presa;
- il Comune crea il cosiddetto punto di captazione dell'acqua;
- il Comune controlla periodicamente l'acqua al contatore;
- il Comune pulisce e manutiene l'area esterna;
- il Comune paga i consumi dell'energia elettrica e dell'acqua.
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I costi a carico del Comune sono chiari, così come sono chiari i ricavi della ditta.
Qualcuno mi spiega che cosa ci guadagniamo e perchè dobbiamo sostenere questi costi?
PAGA SEMPRE PANTALONE?
La delibera della Giunta di Carpignano n. 37
giovedì 2 agosto 2012
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CARPIGNANO VOTA NO AI POZZI
Dopo quasi tutti
i Comuni vicini, finalmente anche il nostro ha preso posizione. E’
stato necessario ricorrere alla Consultazione Popolare per
costringere questa maggioranza ad opporsi al progetto
Eni-Petroceltic. Di fronte alla schiacciante vittoria dei NO, non
sono rimasti più alibi e, al cospetto di una popolazione
stradeterminata e un Consiglio Comunale a maggioranza contro i pozzi,
con defezioni all’interno della stessa maggioranza, il sindaco e la
giunta hanno dovuto, obtorto collo, schierarsi per il no, per non
rischiare di trovarsi in minoranza. Si è così avuta l’unanimità,
ma siamo ben consci che non si tratta di un voto deciso, non ci
illudiamo che abbiano cambiato idea o di avere trovato dei nuovi
alleati. E’ evidentemente una posizione politica di convenienza,
vista la piega che hanno preso gli eventi. Basta vedere le
dichiarazioni del sindaco che precedono il voto per capire che questo
è stato strappato a denti stretti: ad un certo punto si è perfino
lasciato scappare che, secondo lui, il 51% approvava l’operato
dell’amministrazione (evidenziando quindi che l’amministrazione
si trovava in contrapposizione con il fronte dei no).
Tutto ciò non sminuisce, ma esalta il
lavoro del Comitato Dnt e dei cittadini che hanno saputo costringere
chi era così reticente che più reticente non si può a schierarsi
dalla nostra parte.
Un voto in più alla Conferenza dei
Servizi: tra i paesi del circondario a non essersi schierati
esplicitamente contro i pozzi rimane solo Sillavengo e, al momento,
Lenta (Landiona non fa parte della Conferenza dei Servizi).
martedì 24 luglio 2012
CONSULTAZIONE POPOLARE: UN MARE DI NO!
1034 votanti
955 No
69 Sì
5 bianche
5 nulle.
Un risultato strepitoso per i cittadini e il Comitato Dnt.
lunedì 16 luglio 2012
ALCUNE NOTE ALLE PUNTUALIZZAZIONI DEL PROF. DR. ING. MAURIZIO MASI, INGEGNERE, PROFESSORE ORDINARIO DI CHIMICA FISICA APPLICATA DEL POLITECNICO DI MILANO, PRESIDE DELLA SCUOLA DI INGEGNERIA DEI PROCESSI INDUSTRIALI DEL POLITECNICO DI MILANO E CONSULENTE SCIENTIFICO DELL'ENI
a
cura dell'ing. Piero Gozzi, carpignanese.
In
un mondo che pensa all’uso delle energie rinnovabili è ancora
necessario estrarre idrocarburi?
Secondo
la Exxon Mobil, la maggiore compagnia petrolifera, i giacimenti
petroliferi sono sufficienti, ai ritmi attuali, per la fornitura di
petrolio fino al 2050.
Secondo la BP,
le riserve di petrolio convenzionale saranno esaurite - al ritmo
attuale, quindi senza tenere conto della continua crescita della
domanda mondiale, che si colloca intorno al 2% annuo – nel 2040.
Secondo
i geologi del King Hubbert Center e della Colorado School of Mines
la produzione toccherà il suo picco in questo decennio con 85
milioni di.barili al giorno per poi scendere drammaticamente a 35
milioni nel 2020.
Altri
studi di diversa matrice (in gran parte di economisti) sostengono che
la tecnologia continuerà a rendere disponibili per l'industria
idrocarburi a basso costo e che sulla Terra ci sono vaste riserve di
petrolio "non convenzionale" quali le sabbie
bituminose, gli scisti
bituminosi consentiranno nel futuro l'uso
del petrolio per un periodo di tempo ancora molto lungo.
Il
dato certo è che le scoperte di nuovi giacimenti sono in calo dagli
anni '60. In effetti, dal 1985 circa la quantità di petrolio
consumato ogni anno è superiore a quella di nuovo petrolio scoperto,
e il divario tra le due si allarga sempre più.
Probabilmente,
quando le scorte del petrolio convenzionale (quello a buon mercato)
finiranno, noi non ci saremo più: ma ci saranno i nostri figli e i
nostri nipoti. Allora, pensando a loro, dovremmo chiederci: quando
la produzione comincerà ad assottigliarsi? Perché l’ultimo barile
di petrolio è molto più difficile da estrarre e più costoso del
primo, quindi o diminuisce la domanda o salgono i prezzi, e come
energia a basso costo, anche i combustibili fossili a breve non
saranno più competitivi.
Certo
le energie rinnovabili sono ancora molto costose, ma bisogna
considerare che in realtà il prezzo delle energie rinnovabili è più
alto anche perché integra in se l’efficienza ambientale, quel
costo sociale cioè (l'inquinamento ambientale produce una
diminuzione di benessere per gli agenti che involontariamente sono
esposti ad esso e un costo sociale come ad esempio la bonifica a
seguito dell’inquinamento di un sito) che dovrebbe essere aggiunto
al costo dei combustibili fossili e che invece non viene considerato.
In
tutti i casi, nei costi dell’energia ottenuta dai combustibili
fossili, manca il computo dell’impatto ambientale della
combustione, cioè il prezzo di questo tipo di energia è più basso
del suo costo sociale. Noi crediamo che si debba sempre più
investire in ricerca e sviluppo nel campo delle rinnovabili perché
se veramente le previsioni più recenti si rivelassero valide ci
troveremmo di fronte a una sostanziale scarsità di petrolio e
combustibili fossili in assenza di alternative «mature» per
sostituirli.
Quando
siamo passati dal carbone al petrolio, non è stato perché il
carbone era esaurito, ma perché si erano rese disponibili soluzioni
tecnologiche piú pratiche e meno costose di quelle esistenti.
Investire
in fonti rinnovabili ha un vantaggio rispetto ad investire in
petrolio, non si esauriscono.
Il
prof. Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica, per esempio, la
pensa come noi.
Per
estrarre 80.000.000 di barili dal sottosuolo di Carpignano (quantità
stimata da Eni) in dieci o venti anni (probabile durata del
giacimento) si investiranno circa 30.000.000 di euro.
In
Italia si consumano circa 1,4 milioni di barili al giorno, quindi il
petrolio estratto dal nostro territorio basterà per ben 57 giorni! 1
Ne
vale pena?
La
zona scelta è a rischio esondazione del fiume Sesia?
Assolutamente
si! Ed è anche vero che l’eventuale esondazione interesserebbe
solo le apparecchiature fuori terra, tra cui per esempio, le vasche
di raccolta dei fanghi di scavo esausti, poste al livello del piano
di campagna.
Esiste
un rischio di contaminazione delle falde acquifere superficiali?
Si,
anche se la tecnologia di realizzazione del pozzo è consolidata.
Del
resto anche il prof. Masi (che , tra gli altri suoi prestigiosi
incarichi ha anche quello di consulente dell’Eni) dice che “quasi
tutti i pozzi attraversano le falde senza contaminarle”.
Ed
è proprio quel “quasi” che preoccupa: per fare solo un esempio,
all’inizio di giugno 2011 nell’acquedotto di S.Croce Camerina
(Ragusa) è stata riscontrata la presenza di inquinanti causati dalla
infiltrazione in falda dei fanghi utilizzati nella trivellazione del
Pozzo Tresauro, e per alcune settimane è stata sospesa l’erogazione
di acqua potabile, con tutti i disagi che possiamo immaginare per la
popolazione.
Vero
che prima di iniziare la perforazione “si inseriscono dei tubi
metallici di contenimento”, ma non è vero che questi “si
estendono fino alle quote di sicurezza”. Il progetto Eni prevede
l’infissione del pipe-conductor fino a 50 metri di profondità,
mentre il nostro acquedotto pesca a 160 m e oltre: se la matematica
non è un’opinione rimangono ben 110 metri scoperti!
Inoltre,
le attuali tecnologie non garantiscono affatto dalla possibilità di
inquinamento delle nostre falde profonde, attualmente non utilizzate,
ma che sostituiscono la sola riserva d’acqua del Piemonte orientale
per i prossimi 50 anni.
Durante
la perforazione si usano fanghi “tossici”?
Si, per la
lubrificazione delle trivelle si usano fluidi (i cosiddetti fanghi di
perforazione) la cui esatta composizione è un segreto industriale,
ma la cui tossicità è provata scientificamente.
Innanzi tutto,
come ampiamente confermato dagli esperti non di parte, non esiste
alcun fluido perforante costituito solo da polimeri biodegradabili, e
nessuna opera antropica e’ mai ad impatto nullo, specie alla luce
del fatto che la fase di esplorazione e di prima perforazione di un
pozzo di idrocarburi e’ considerata la piu’ impattante dal punto
di vista ambientale.
Inoltre, a
oltre 4500 metri di profondità, l’efficacia dei fanghi a base di
acqua e’ piuttosto limitata, e sarebbe del tutto plausibile
supporre che i fanghi perforanti usati da Eni possano
essere
a composizione chimica piu’ aggressiva, in particolar modo fanghi
a base di gasolio e di oli minerali. Tale ipotesi è supportata dal
fatto che a pag. 27 della Relazione Tecnica, è indicata la presenza
di una vasca in c.a. per il contenimento dell’olio e del gasolio.
Anche
nei fanghi a base d’acqua poi, è contenuta soda caustica con
funzione di alcalinizzante dei fanghi stessi.
Inoltre, la
trivellazione del sottosuolo - quale che sia il fluido usato per la
perforazione - e’quasi sempre accompagnata dalla produzione di
acqua mista a oli minerali e che contengono ulteriori inquinanti, fra
cui alte concentrazioni di bario, berillio, cadmio, cromo, rame,
ferro, piombo, nickel, argento e zinco, oltre che piccole quantita’
di materiale radioattivo, come gli isotopi 226 e 228 del radon.
Esistono
molti documenti nella letteratura mondiale dove viene dimostrata la
tossicita’ dei fluidi e delle acque perforanti anche sulle lunghe
distanze dai punti di utilizzo.
Per esempio
nell’invaso della diga del Pertusillo (Lucania), un immenso bacino
di acqua potabile, sono stati trovati tracce di metalli e di
idrocarburi nei sedimenti e alluminio, ferro,manganese e piombo ben
oltre i limiti consentiti (6,4 milligrammi per litro di livelli di
inquinanti di fronte allo 0,0001 milligrammi per litro permessi dalla
legge), e guarda caso nella zona vi è una intensa attività
estrattiva.
Che fine fanno i fanghi di
lavorazione?
Dovrebbero
essere smaltiti in discarica secondo la normativa vigente:
dovrebbero! Ma non sempre è così. I rifiuti dovuti alle acque di
scarto delle estrazioni e ai fluidi perforanti ammontano a 2 o tre
migliaia di tonnellate l’anno per ogni pozzo e il loro smaltimento
genera un costo non indifferente: per questo a volte si smaltiscono
anche illegalmente, come ha fatto negli anni ‘90 la Total,
riversandoli nei campi coltivati di Corleto Perticara.
Dagli USA
all’Africa, dalla Norvegia al Messico è stato dimostrato che le
estrazioni petrolifere inquinano, qui da noi si fa finta che tutto
vada bene, lasciandoci distrarre da un informazione istituzionale che
tende a coprire più che a svelare.
Esite
un rischio sismico indotto?
Secondo
il prof. Masi, eminenti geologi scongiurano tale pericolo.
Secondo
i geologi dell’INGV (Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia)
invece, «la presenza in Val d’Agri di infrastrutture legate
all’attività di estrazione e raffinazione di idrocarburi,
contribuisce ad accrescere il rischio sismico dell’area, che è già
stata colpita da un terremoto distruttivo nel 1857». Nello studio si
afferma che «numerosi terremoti locali e regionali sono stati
registrati a partire da febbraio 2006. I sismogrammi evidenziano
fenomeni d’amplificazione di ampiezza e durata del moto del suolo
determinati dalla risonanza dei depositi quaternari alluvionali e
lacustri del bacino, che poggiano su rocce carbonatiche»: lo stesso
tipo di rocce indicato per il sottosuolo carpignanese.
Secondo
il professor Leonardo Seeber, uno dei più noti sismologi mondiali,
docente al Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia
University, le attività estrattive possono alterare lo stato
meccanico della crosta terrestre in maniera sufficiente da triggerare
2
terremoti. I cambiamenti sono associati alle oscillazioni di
pressione del fluido interstiziale presente nelle rocce serbatoio,
dovuto alla rimozione/aggiunta di massa protratto nel tempo, che è
una delle maniere più efficienti per diminuire la resistenza della
roccia e portare a una sua rottura sotto lo sforzo naturale. In
generale poi, l’estrazione di fluido — acqua, gas, petrolio —
porta a subsidenze, che possono manifestarsi lentamente o
subitaneamente. A sostegno di questa tesi, inoltre, vi è uno studio
commissionato dal gruppo francese Chamberger ad alcuni geologi russi
in campi di estrazione dell’Asia centrale:
tale esperimento, in effetti, avrebbe provocato terremoti di
magnitudo 6 e 7 in territori mai considerati sismici.
1
80 milioni [bar.]/ 1.4 milioni [bar/giorno] = 57 giorni!
2
Triggerare significa anticipare un
terremoto che senza l’intervento umano sarebbe accaduto più
tardi.
lunedì 9 luglio 2012
martedì 26 giugno 2012
martedì 19 giugno 2012
ANCHE NOVARA CONTRO IL POZZO DI CARPIGNANO...
COMUNE DI NOVARAEstratto dal Verbale delle Deliberazioni del Consiglio Comunale Deliberazione N° 39
OGGETTO
Mozione urgente relativa al “Pozzo Esplorativo Carpignano 1”.
L’anno duemiladodici, mese di GIUGNO, il giorno SETTE, alle ore 9,30, nella sala
consiliare del Palazzo Municipale si è riunito il Consiglio Comunale in sessione ORDINARIA seduta PUBBLICA.
(omissis: PARTEE BUROCRATICA)
Il Presidente pone in discussione congiuntamente le mozioni urgenti di analogo contenuto presentate dal Gruppo UDC (n. 131) e dai Gruppi PD – SEL (n. 132), precisando che le votazioni avverranno separatamente.
Precisa che l’interrogazione n. 123 presentata dal Consigliere Zacchero, avendo contenuto similare, verrà trattata contestualmente.
Intervengono quindi per discussione e/o per dichiarazione di voto i Consiglieri: Perugini, Zacchero, Reali, Pedrazzoli, Moscatelli, Canelli, Pirovano, Gatti, Diana, Andretta e l’Assessore Rigotti per precisazioni.
Il Gruppo PDL presenta un emendamento sostitutivo della parte dispositiva delle mozioni n. 131 e n. 132. I presentatori delle due mozioni non accolgono tale proposta.
I relativi interventi sono riportati nei verbali della seduta odierna.
Dopo di che il Presidente pone in votazione la mozione in oggetto.
Successivamente,
IL CONSIGLIO COMUNALE
Con 20 voti favorevoli e 3 astenuti (i Consiglieri Coggiola, Andretta, Moscatelli) resi per alzata di mano dai 23 Consiglieri presenti e votanti, come da proclamazione fatta dal Presidente,
APPROVA
La seguente mozione:
“””Premesso che:
o È prevista sul territorio del Comune di Carpignano Sesia (NO) la realizzazione da parte della società ENI S.p.A., o di altra società incaricata, di un Pozzo Esplorativo denominato “Carpignano Sesia 1” allo scopo di compiere attività di ricerca e sfruttamento di idrocarburi liquidi e/o gassosi nel territorio di detto Comune;
o La realizzazione del posso esplorativo in oggetto da parte di ENI S.p.A. interessata anche la popolazione residente nel Comune di Novara in quanto, così come risulta dal punto 2.3 della relazione predisposta dal Comitato Difesa Territorio di Carpignano Sesia (NO), che si allega alla presente mozione sotto la lettera “A”, riguarderà direttamente anche le falde acquifere che alimentano l’acquedotto di Novara;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
1. A fare tutto quanto necessario presso le competenti autorità e gli enti interessati dall’operazione di realizzazione del pozzo di esplorazione ivi compresa ENI S.p.A. affinché il pozzo in oggetto non venga realizzato.”””
OGGETTO
Mozione urgente relativa al “Pozzo Esplorativo Carpignano 1”.
L’anno duemiladodici, mese di GIUGNO, il giorno SETTE, alle ore 9,30, nella sala
consiliare del Palazzo Municipale si è riunito il Consiglio Comunale in sessione ORDINARIA seduta PUBBLICA.
(omissis: PARTEE BUROCRATICA)
Il Presidente pone in discussione congiuntamente le mozioni urgenti di analogo contenuto presentate dal Gruppo UDC (n. 131) e dai Gruppi PD – SEL (n. 132), precisando che le votazioni avverranno separatamente.
Precisa che l’interrogazione n. 123 presentata dal Consigliere Zacchero, avendo contenuto similare, verrà trattata contestualmente.
Intervengono quindi per discussione e/o per dichiarazione di voto i Consiglieri: Perugini, Zacchero, Reali, Pedrazzoli, Moscatelli, Canelli, Pirovano, Gatti, Diana, Andretta e l’Assessore Rigotti per precisazioni.
Il Gruppo PDL presenta un emendamento sostitutivo della parte dispositiva delle mozioni n. 131 e n. 132. I presentatori delle due mozioni non accolgono tale proposta.
I relativi interventi sono riportati nei verbali della seduta odierna.
Dopo di che il Presidente pone in votazione la mozione in oggetto.
Successivamente,
IL CONSIGLIO COMUNALE
Con 20 voti favorevoli e 3 astenuti (i Consiglieri Coggiola, Andretta, Moscatelli) resi per alzata di mano dai 23 Consiglieri presenti e votanti, come da proclamazione fatta dal Presidente,
APPROVA
La seguente mozione:
“””Premesso che:
o È prevista sul territorio del Comune di Carpignano Sesia (NO) la realizzazione da parte della società ENI S.p.A., o di altra società incaricata, di un Pozzo Esplorativo denominato “Carpignano Sesia 1” allo scopo di compiere attività di ricerca e sfruttamento di idrocarburi liquidi e/o gassosi nel territorio di detto Comune;
o La realizzazione del posso esplorativo in oggetto da parte di ENI S.p.A. interessata anche la popolazione residente nel Comune di Novara in quanto, così come risulta dal punto 2.3 della relazione predisposta dal Comitato Difesa Territorio di Carpignano Sesia (NO), che si allega alla presente mozione sotto la lettera “A”, riguarderà direttamente anche le falde acquifere che alimentano l’acquedotto di Novara;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
1. A fare tutto quanto necessario presso le competenti autorità e gli enti interessati dall’operazione di realizzazione del pozzo di esplorazione ivi compresa ENI S.p.A. affinché il pozzo in oggetto non venga realizzato.”””
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